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Il parlamento europeo approva la flessibilitĂ sulla direttiva emissioni
Soddisfatti i produttori di macchine per costruzioni, ma bisogna fare presto
Con un risultato di 572 voti contro 68 il parlamento europeo ha approvato ieri la proposta della Commissione che estende la flessibilità dal 20% al 37,5% del numero di motori di fase precedente montabili sulle macchine per costruzioni, con un incremento del 50% delle quantità fisse. Tale incremento di flessibilità è ristretto alla fase IIIB per una durata di tre anni.
Adesso la proposta dovrà esser approvata dal Consiglio europeo (organismo composto dai capi di stato o di governo degli stati membri, oltre che dal presidente della Commissione e del Consiglio europeo) nella riunione del 27 ottobre o dell’8 novembre prossimi.
“Esprimiamo soddisfazione per il fatto che il parlamento europeo abbia compreso la gravità della crisi che ha colpito il settore delle macchine per costruzioni – dichiara Giampiero Biglia (Cnh CE – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea e membro dello Steering group del Cece, la rappresentanza europea di settore -. Adesso la variabile tempo è decisiva per salvare molte aziende da situazioni drammatiche: lo stato italiano deve esser pronto a recepire immediatamente la flessibilità , subito dopo la conclusione dell’iter europeo.”
“Accogliamo con soddisfazione la decisione del parlamento europeo e speriamo che il consiglio la vorrà confermare – aggiunge Ralf Wezel, segretario generale del Cece -. Il risultato conseguito in materia di flessibilità è un importante passo avanti per il nostro comparto e ciò è stato possibile grazie al duro lavoro del Cece e di tutti i suoi membri. Questa esperienza ci ha dimostrato che, quando si hanno ragioni ed argomentazioni valide, le istituzioni europee rispondono positivamente. Normalmente ci vuole del tempo per arrivare ad un accordo a livello europeo, perchè sono molte le voci e i pareri che vanno ascoltati, ma comunque alla fine si possono raggiungere buoni risultati.”



