NOTIZIE
LE MACCHINE PER COSTRUZIONI REAGISCONO ALLA CRISI
Dai dati presentati al Construction equipment day durante la fiera Saie di Bologna è ancora recessione per l’industria italiana del comparto, ma le aziende reagiscono con iniziative innovative sulla formazione e la sicurezza nei cantieri organizzando Formoter.
Cece: Italia in controtendenza rispetto all’Europa.
Nel 2010 sono andati persi per l’industria italiana delle macchine per costruzioni ancora 5,3 punti percentuali di ricavo globale rispetto al 2009. Lo rivela lo studio di Cribis D&B, società specializzata nelle business information, condotto per Unacea e presentato oggi durante il Costruction equipment day svoltosi al Saie. La somma dei bilanci appena depositati dalle aziende italiane produttrici di macchine per costruzioni individua nel 2010 un valore complessivo di 2.291 milioni di euro, ovvero il 47% in meno rispetto all’anno di picco del 2008. Al livello di sottosettore le macchine movimento terra hanno registrato un ricavo complessivo di 609 milioni di euro (-4,9% rispetto al 2009); 586 milioni di euro (-12,1%) vanno alle macchine per la perforazione; 506 milioni di euro (-8,5%) ai macchinari per il calcestruzzo; 353 milioni di euro (-7,8%) alle macchine stradali; 113 milioni di euro (+5,6%) alle gru a torre; 60 milioni di euro (- 14,3%) alle macchine per la preparazione degli inerti. Lo studio evidenzia inoltre come dal 2008 la rischiosità in termini di dilazione dei tempi di pagamento degli acquirenti di macchine per costruzioni sia aumentato del 45%.
“Le imprese italiane del nostro comparto – ha dichiarato Enrico Santini, presidente di Unacea - sono depositarie di un know how tecnologico e imprenditoriale d’eccellenza e reagiscono facendo leva sui mercati esteri e sulla specializzazione di prodotto. Tuttavia registriamo da parte dei decisori pubblici la più totale mancanza di politica industriale e di attenzione all’internazionalizzazione. Ci aspettiamo di esser consultati immediatamente in materia di supporto al commercio estero e chiediamo al Tavolo delle macchine per costruzioni cui partecipiamo presso il ministero dello sviluppo economico, un approccio più proattivo, veloce e aperto ad un confronto adeguato alla situazione attuale di emergenza. Troppe aziende e troppi posti di lavoro sono a rischio.”
Unacea fin dallo scorso aprile ha presentato un pacchetto di proposte quali: l’istituzione di un'anagrafe delle macchine per costruzioni che permetta la mappatura del mercato, lo studio di incentivi mirati, la verifica della conformità dei mezzi alle normative in materia di sicurezza e ambiente; punti premiali negli appalti per le imprese edili che investono in innovazione ed eseguono i lavori con mezzi di ultima generazione; la limitazione all'utilizzo di macchine obsolete negli appalti pubblici e nei centri urbani; la formazione dei doganieri e degli addetti asl all'individuazione delle macchine non conformi.
“Con l’incorporazione dei nuovi motori della fase IIIb, – interviene Giampiero Biglia (New Holland Construction – Fiat Industrial) vicepresidente di Unacea - produciamo attualmente macchine che abbattono, rispetto a quelle della fase I entrata in vigore nel 1996, del 90% le emissioni di particolato e del 50% quelle di ossido di azoto. Realizzare macchine di questo tipo ha reso necessarie enormi spese in ricerca e sviluppo che non vengono compensate da politiche cicliche di svecchiamento del parco, mentre il mercato italiano nei primi sei mesi dell'anno flette di circa il 33% rispetto allo stesso periodo del 2010, con il rischio di ritrovarci a fine anno con una quantità di unità vendute inferiore del 60% ai livelli pre-crisi del 2007. Una situazione insostenibile.”
Sul mercato europeo è intervenuta Valentina Mauri, European affairs adviser del Cece (l’associazione europea dei produttori di machine per costruzioni) rilevando che secondo il Business Barometer redatto dall’organismo di Bruxelles “la situazione del comparto in Europa nel complesso è in misurata controtendenza rispetto a quella italiana. Il morale delle imprese resta positivo, anche se meno ottimista di qualche mese fa. Nel settembre di quest’anno gli ordini sono cresciuti di 3-10 punti percentuali nel 19% dei casi e di oltre 10 per il 40% se comparati a settembre del 2010, mentre il rimanente 41% delle aziende intervistate hanno registrato un andamento piatto o negativo. Le cose vanno anche meglio nei mercati extraeuropei. Sul versante delle vendite, l’Italia è l’unico mercato per cui le imprese intervistate hanno aspettative di stagnazione o negative per ben il 75% dei casi di contro al 30% dei paesi scandinavi, al 31% della Germania, al 37% della Francia, al 47% del Benelux e al 59% del Regno Unito più Irlanda. Comprensibilmente le aziende intervistate indicano nella crisi economica il freno principale all’espandersi del loro business.”
A fronte di un ambiente di business sempre più difficile le aziende di macchine per costruzioni dimostrano con Formoter di voler reagire con un impegno rinnovato sul versante della formazione alla sicurezza e all’innovazione nel cantiere. Prendono infatti il via oggi, e continueranno per tutti i giorni di fiera, i corsi di formazione alla sicurezza per operatori di macchine movimento terra, organizzati da Saie e Unacea insieme ai produttori di macchine Ihimer, Komatsu e Manitou. Dopo la prima edizione del 2010 il focus di quest’anno sono attrezzature quali benne, pinze e martelli demolitori, spazzatrici, trivelle, fresatrici, piastre compattatrici vibranti, escavatrici a ruota, cestelli e forche pallet, sistemi di scavo automatico. Queste tecnologie verranno messe a disposizione da Canginibenne, Indeco, Simex, U.Emme e Geotop – che proprio in questi giorni si è associata a Unacea.
Presentazione studio Cribis-Unacea
Presentazione CECE
Presentazione Ihimer
Presentazione Komatsu
Presentazione Eco Certificazioni
Presentazione Manitou



