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MACCHINE PER COSTRUZIONI
Mercato italiano sempre in calo nel primo semestre 2011
Il segno meno non accenna a scomparire dai numeri delle macchine per costruzioni. Nel primo semestre dell'anno le macchine movimento terra hanno registrato, con 5.139 unità vendute, un calo di 33 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2010. Stesso andamento negativo per le macchine stradali (-50%) e per i macchinari per il calcestruzzo (-17%), ovvero autobetoniere, beton pompe, impianti, spritz beton, pompe autocarrate e carrellate.
"E' tutto il mercato italiano delle macchine per costruzioni a versare in una grave condizione di crisi – commenta Enrico Santini, presidente di Unacea -. Anche se le esportazioni compensano parzialmente le mancate vendite sul territorio nazionale, le aziende non potranno sopravvivere al prolungarsi dell'instabilità del quadro politico, dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, del blocco dei cantieri e della sostanziale mancanza di una politica industriale nei confronti del nostro settore."
"Il 2011 rischia di essere il quarto anno di crisi – dichiara Giampiero Biglia (Cnh – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea -. Sicuramente il dato negativo delle macchine movimento terra sconta il rigonfiamento di vendite sul giugno dello scorso anno, dovuto alla Tremonti Ter, ma non è pensabile continuare a flettere con questi ritmi senza che vi siano gravi ripercussioni sull'intero comparto."
"Abbiamo salutato il Tavolo delle macchine per costruzioni presso il Ministero dello sviluppo economico – aggiunge Enrico Prandini (Komatsu Utiliy Europe), vicepresidente di Unacea – come un importante segnale di attenzione verso il nostro comparto. Tuttavia notiamo ora una certa lentezza nel passare alla fase operativa. Noi di proposte ne abbiamo fatte molte e in particolare una che è propedeutica a tutte le altre: l'anagrafe delle macchine per le costruzioni. La gravità della situazione è tale che il ministero dovrebbe proseguire a tappe forzate, forse con una proattività più accentuata."
Oltre all'anagrafe delle macchine per costruzioni, che serve a conoscere quali mezzi siano sul mercato, Unacea ha proposto vari provvedimenti premiali a favore dei clienti che puntano sull'efficienza del cantiere, il rinnovo del parco, la sicurezza e la tutela dell'ambiente.
"I macchinari per il calcestruzzo - afferma Federico Furlani, amministratore delegato di Simem - vivono la stessa grave crisi di tutto il settore delle macchine per costruzioni. Al momento le aziende stanno reagendo contraendo tutte le spese e puntando sull'export, anche se alcuni importanti mercati di sbocco come il Medioriente si sono bloccati per problemi socio-politici. Riteniamo poco sostenibili interventi da parte della 'mano pubblica' constatando la scarsità di risorse del bilancio statale, quindi l'unico aiuto concreto che possiamo chiedere al governo per promuovere l'ammodernamento degli impianti di betonaggio, per garantire sicurezza e rispetto delle norme ambientali, è l'introduzione di agevolazioni fiscali. D'altro canto dobbiamo indurre i nostri clienti ad approfittare del momento di scarsa saturazione degli impianti per valutarne il rinnovo che, in molti casi, potrebbe generare importanti risparmi nei costi di manutenzione."
"Chiediamo al decisore pubblico di aiutarci a contrastare la crisi mediante provvedimenti d'utilità sociale – aggiunge Paolo Salvadori, presidente di Le Oru-Imer Group -. Abbiamo proposto al Ministero dello sviluppo economico un premio in punteggio negli appalti per le imprese edili che eseguono i lavori con impianti per il calcestruzzo muniti di mescolatore e di sistemi per il controllo della produzione del calcestruzzo, al fine di migliorare la qualità e la sicurezza del prodotto. Con queste modalità la qualità del calcestruzzo sarebbe sicuramente superiore, con sensibili incrementi nella sicurezza degli edifici. Abbiamo proposto inoltre un'analoga premialità per le autobetoniere munite di sistemi di sicurezza per la pulizia, per la canala di scarico e il blocco del tamburo."



