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MACCHINARI PER IL CALCESTRUZZO
Il mercato italiano è ancora in recessione nel primo trimestre 2011
Ancora numeri negativi per il mercato italiano dei macchinari per il calcestruzzo, che nel primo trimestre dell'anno, con appena 67 unità vendute, flette del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il dato è stato ottenuto grazie a Simon, il software statistico di Unacea dedicato alle macchine per costruzioni. Tra le linee di prodotto censite le autobetoniere (-27%), le beton pompe (-40%), le pompe autocarrate (-10%) oltre a pompe carrellate, impianti e spritzbeton. Con riferimento alle vendite del quarto trimestre del 2010 il saldo rimane negativo, anche se con una percentuale più contenuta (-13%).
"E' tutto il mercato delle macchine per le costruzioni a rimanere in stato di crisi," – dichiara Paolo Salvadori, presidente di Le Oru – Imer Group. "Occorre uscire dall'immobilismo.
Ci aspettiamo dal governo una nuova politica che premi la sicurezza, la compatibilità ambientale e l'efficienza dei cantieri, contribuendo allo svecchiamento dei macchinari per il calcestruzzo."
"I produttori italiani di macchinari per il calcestruzzo – ha dichiarato Federico Furlani, amministratore delegato di Simem - stanno lavorando principalmente sull'export, presidiando quei mercati che possano compensare la perdita di attività in Italia dove la situazione rimane particolarmente negativa a causa del blocco dei lavori pubblici e della perdurante incertezza politica. A detrimento del settore delle costruzioni va anche registrato un'atteggiamento estremamente negativo da parte del sistema bancario che, pur giustificato dalle sofferenze che nel recente passato ha registrato negli impieghi destinati all'edilizia, sta pregiudizialmente escludendo qualsiasi intervento finanziario anche laddove le iniziative potrebbero essere positive. Dobbiamo augurarci che la politica e la finanza riconsiderino l'importanza del settore costruzioni come motore del sistema economico e indirizzino in tale direzione le risorse necessarie alla ripresa. Segnali positivi, quanto meno nelle intenzioni, si ravvisano in proposte quali il Social Housing che speriamo si possano tradurre presto in una maggior produzione di calcestruzzo."



