NOTIZIE
MACCHINE MOVIMENTO TERRA
Mercato italiano ancora in recessione nel primo trimestre 2011.
Unacea chiede provvedimenti specifici per il comparto.
Il mercato delle macchine movimento terra in Italia rimane in crisi con 2.236 unità vendute nel primo trimestre e una flessione di 14 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2010. La caduta è ancora più accentuata (-38%) se si sconta l'effetto della Tremonti ter del primo semestre 2010, rapportando i primi tre mesi del 2011 all'ultimo trimestre dello scorso anno, quando le unità vendute sono state 3.633. "Ormai possiamo parlare di anomalia italiana," – afferma Enrico Santini, presidente di Unacea. "In quasi tutta Europa è iniziata la primavera con la Germania che nel primo trimestre fa un balzo in avanti di oltre il 100% e altri grandi mercati come la Francia e il Regno Unito che crescono rispettivamente con percentuali del 50 e del 37%. Il nostro paese invece rimane in pieno inverno. Ci salviamo solo grazie alle quote di export mondiali che sono in ripresa e contribuiscono riattivare, purtroppo solo parzialmente, la produzione." Tra le macchine movimento terra particolarmente accentuata è la caduta delle vendite dei mezzi di piccole dimensioni (–17% per i miniescavatori; –22% per le minipale compatte) e delle terne
(-36% complessivamente), mentre le macchine stradali (rulli e vibrofinitrici) flettono del 42%.
"Abbiamo bisogno di un segnale dal governo per uscire fuori dalle secche della recessione", – aggiunge Franco Invernizzi (New Holland Construction – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea. "La convocazione presso il Ministero dello sviluppo economico del Tavolo delle macchine per costruzioni è stato un primo passo che abbiamo giudicato molto positivamente. Adesso però abbiamo bisogno di alcune misure specifiche per il comparto. Molte di queste sono a costo zero per le finanze pubbliche e potrebbero essere varate immediatamente. Pensiamo a provvedimenti di tutela dell'ambiente che migliorino anche l'efficienza e la sicurezza nei cantieri. Ad esempio un premio in punteggio negli appalti per le imprese edili che eseguono i lavori con mezzi messi in commercio da meno di 3 anni; il divieto di utilizzo negli appalti pubblici di macchine più vecchie di 10 anni, o di 6 anni nei centri cittadini; la verifica all'atto di inizio lavori della rispondenza delle macchine con quelle dichiarate."
"La lunga crisi del settore – aggiunge Enrico Prandini (Komatsu Utiliy Europe), vicepresidente di Unacea – sta rendendo ancora più dannose le distorsioni prodotte sul mercato dall'importazione di macchine non conformi, pericolose per la sicurezza dei lavoratori e dannose per l'ambiente. Ai produttori italiani ed europei si richiede il rispetto rigoroso di tutte le moltissime norme per la costruzione delle macchine, tuttavia si consente che sul mercato siano presenti mezzi non conformi. In questo modo non si permette alle imprese di rientrare degli investimenti effettuati in ricerca e sviluppo. A nostro giudizio tale problema deve esser risolto con una vera politica di sorveglianza di mercato e anche con l'istituzione di un'anagrafe dove vengano registrate obbligatoriamente le macchine per costruzioni immesse sul mercato."



