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Innovare per battere la crisi
(Intervista pubblicata sul numero di luglio della rivista MT)
Abbiamo incontrato l'Ing. Roberto Dovigo, amministratore unico dell'azienda vicentina specializzata nella produzione di attrezzature per macchine movimento terra e realtà associata a Unacea. Lo scopo? Avere la sua opinione sullo stato attuale del mercato e la sua "ricetta" per affrontarlo.
La crisi si supera di slancio, puntando sull'innovazione e sulla flessibilità e sapendo individuare i bisogni del cliente, magari inespressi. È questa l'impostazione di fondo di Came secondo l'Ing. Roberto Dovigo, amministratore unico e socio di maggioranza dell'azienda vincentina. La società, presso i suoi stabilimenti di Noventa Vicentina, produce benne, forche, attacchi rapidi e attrezzature speciali per macchine movimento terra, per un volume annuo di circa 10.000 unità.
Came esiste dall'inizio degli anni Settanta. Molto, nel mercato, è cambiato da allora a oggi. Cosa, in particolare?
Principalmente l'offerta e i clienti di riferimento: l'azienda è nata nel 1971 con la produzione di carpenteria metallica, ricercando nicchie di mercato collegate alle sue capacità produttive: prima con la produzione di cisterne per lo stoccaggio di gasolio e poi con la produzione di pale caricatrici montate su trattori agricoli, ha trovato forte gratificazione nel suo primo decennio di attività. Nel frattempo è cresciuta la collaborazione per la fornitura di particolari con Fai, l'azienda produttrice di macchine movimento terra che nel 1996 entrerà a tutti gli effetti nel gruppo Komatsu. Sulla base di questo rapporto, Came ha rivolto le sue energie sempre di più verso la produzione di attrezzature per macchine movimento terra, abbandonando il ruolo di terzista per essere riconosciuta come vera e propria produttrice di attachments.
Cos'ha comportato la crisi per una realtà come la vostra e che strategie avete studiato per affrontarla?
Abbiamo dovuto valutare con grande accuratezza gli scenari di mercato, sia in termini di qualità del cliente che del fornitore, e affrontare insieme i momenti di difficoltà. Abbiamo cercato di consolidare i rapporti di partnership assicurando costanza sulla qualità, sulla competenza, sul prezzo e sulla tempestività di fornitura. In sintesi, abbiamo cercato di mettere in pratica un concetto che ho trovato così riassunto in un trattato di marketing: 'Riconoscete che il vostro successo dipende dalla capacità di fare dei vostri clienti persone di successo'. Questo ci ha permesso, grazie a un'estrema attenzione nella gestione dell'azienda, di assicurare anche ai dipendenti una continuità di occupazione, senza aver avuto necessità di ricorrere a particolari riduzioni di orario o periodi di cassa integrazione. Obiettivo assolutamente rilevante in questi tempi di crisi e condizione che si è tradotta anche in garanzia di lavoro per i nostri fornitori.
L'Italia è all'avanguardia nella produzione di attrezzature sia per volumi che per ampiezza di gamma. Secondo lei a cos'è dovuta questa peculiarità?
Questo vale in generale per molti settori del mercato italiano, principalmente perchè gli utilizzatori hanno stimolato la diversificazione dei prodotti attraverso la loro richiesta di attrezzature sostitutive e migliorative della manodopera. Inoltre, la capacità delle microimprese italiane, essendo molto propositive e dinamiche, ha permesso di lavorare sulle specifiche esigenze dei clienti. Il rischio degli ultimi anni è che si stia invertendo questa tendenza, portando le aziende a concentrarsi e stabilizzarsi solo su quanto conquistato. La condizione fondamentale per superare la crisi del momento è di essere innovativi, flessibili e aperti al cambiamento, riconoscendo che il cliente richiede di essere supportato da un servizio di alto livello.
Quali mercati sono più interessanti nella fase attuale?
Geograficamente i numeri sembrano propendere verso i mercati di paesi emergenti, anche se la nostra azienda è storicamente più attenta e legata alle richieste del mercato italiano. Come tipologia di prodotto ogni azienda, pur offrendo una variegata gamma di prodotti, si è dedicata alla definizione di alcuni dettagli distintivi su alcuni tipi di attrezzature che determinano un vantaggio competitivo nei confronti delle altre aziende. Came ha sempre operato affianco ai concessionari di macchine movimento terra e si è ricavata una posizione di riferimento nel campo della produzione e progettazione di attrezzature per macchine 'utility', cioè compatte. Tuttavia per noi sarebbe interessante approfondire il rapporto con la nostra clientela nella fornitura di attrezzature standard e speciali per macchine 'construction' (cioè di grandi dimensioni), cosa sempre portata avanti ma mai consolidata. Accanto a ciò stiamo puntando molto sulla fornitura di servizi, quali la progettazione personalizzata e la consulenza tecnica per normative e certificazioni. Al fine di portare avanti quest'attività è stata recentemente costituita una nuova società dedicata, Came Industry.
Came ha scelto di associarsi a Unacea? Perchè e con quali obiettivi?
Dovendo riassumere i motivi che ci hanno spinto ad aderire alla nuova associazione potrei citare il desiderio di curare tutte quelle attività che creano dialogo e confronto tra le aziende, la necessità di discutere insieme i molti problemi comuni del settore, l'importanza della difesa della tipicità italiana, la valorizzazione della qualità del prodotto, l'analisi e la valutazione dei mercati, delle nuove tendenze e delle prospettive di sviluppo. Inoltre, penso che un punto molto rilevante sia fare chiarezza sulle normative europee, senza lasciare che ognuno le interpreti a suo modo, evitando però di cadere in eccessive regole che rischiano il paradosso e non vengono rispettate da tutti. A volte su questi aspetti il rapporto con alcuni clienti/costruttori o società di leasing è piuttosto problematico.



